Special News – Ottobre 2010 di Marina Moioli recensione Ischia

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Fonte il mensile – Special News – Ottobre 2010 di Marina Moioli

Alberto

SAPORI VERACI
A mezzogiorno, sempre a Ischia Porto, ai tavoli del ristorante
Alberto (nella foto, tel. 081981259 www.albertoischia.it ), lo chef Giovanni Mattera coniuga sapori della tradizione
e creatività. Da provare le taccozzette o il fritto di paranza.

Articolo completo – Special News distribuito da Esselunga – oltre 1.200.000 copie

Speciale News Ottobre 2010

Verde Ischia
LA PERLA PIÙ PREZIOSA DEL GOLFO DI NAPOLI
IN AUTUNNO DÀ IL MEGLIO DI SÈ.

UNA TAVOLOZZA DI COLORI E DI SUGGESTIONI,
SENZA LA FRENESIA TIPICA DELL’ESTATE
di Marina Moioli
Ischia

Una destinazione arcinota
può diventare una meta alternativa? La risposta è sì, se la si visita fuori stagione, quando non c’è ressa e ci si può concedere
il lusso di girare con tranquillità.
Cosa che si può fare a Ischia, per capire come mai l’isola verde sia così amata in tutto il mondo. E verde è il suo colore dominante anche in autunno: se non più quello
chiaro dei vigneti, resistono
il verde argento degli ulivi e quello scuro delle pinete e degli agrumeti. E poi ci sono
le insenature, le spiagge, la roccia lungo le coste, i fiori variopinti, che ne fanno una tavolozza meravigliosa. Ma i panorami non sono l’unico tesoro. Le origini vulcaniche hanno regalato a Ischia oltre 100 fonti termali e la fama di “isola della bellezza”. Per approfittare
dei benefici effetti delle acque calde, basta entrare
in uno dei grandi parchi e centri termali, come il Negombo
(tel. 081986152 www.negombo.it), nella baia di San Montano, a Lacco Ameno,
o il Cava Scura ai Maronti
(tel. 081999242 www.cava
scura.it). Ma se si vuole provare
l’ebbrezza di un bagno termale nelle vasche scavate dagli antichi romani, il posto giusto è la baia di Sorgeto.
BELLA CON L’ANIMA
Gli isolani dicono però che la vera anima di Ischia si respiri
sulla cima del monte EpoIschia meo, dove si arriva inerpicandosi
tra sentieri e vigneti. Per conquistare la vetta, conviene
partire da Fontana. Il panorama è davvero magico, specialmente all’alba o con la luna piena che si tuffa in mare
e le luci delle barche dei pescatori, che si riflettono nel mare. Il monte Epomeo rievoca
anche la leggenda che vuole
quest’isola vulcanica sorta sopra il corpo di Tifeo, il gigante
che osò ribellarsi a Giove
e che erutta fuoco rendendo
calde le acque. E infatti, tanti luoghi di Ischia si dice prendano il nome da parti del suo corpo, come Panza, Ciglio o Piedimonte.
STORIE E SEGRETI
Negli angoli in ombra di Ischia si nascondono storie fiabesche
di tesori segreti, cunicoli
sotterranei, spettri e fantaTramonto
sul monte Epomeo
Sant’Angelosmi, ma per scoprirne il cuore
pulsante bisogna andare a Ischia Porto o nella baia di Sant’Angelo. La prima è dominata
dal Castello Aragonese,
che sorge su un isolotto collegato alla terraferma da un lungo ponte in muratura (e per questo si chiama Ischia Ponte). Superati il ponte e larampa scavata nella roccia, s’incontra una vera e propria piccola città con tanto di Cattedrale,
14 chiese, il castello fortificato, le prigioni borboniche
– dove furono rinchiusi Settembrini e Poerio – e il borgo,
che dopo l’eruzione del 1302 e fino al 1500 fu l’unico nucleo abitato dell’isola. Per molto tempo si pensò (e c’è chi ci crede ancora) che la settecentesca
chiesa dell’Immacolata
fosse abitata dagli spiriti,
poi vennero scoperte le fenditure nella cupola da cui entravano gli uccelli per nidificare.
Da brividi è anche il seicentesco cimitero delle Clarisse,
nelle viscere della terra e con un gusto per il macabro che non ha uguale in alcun altro luogo sacro. A riscatto di quelle tenebre, oggi si può però soggiornare in un’ala del convento (Albergo Il Monastero,
tel. 081992435), in camere ricavate dalle antiche celle. Con panorama mozzafiato
sull’intero Golfo di Napoli
e sulle sue isole.
PER BAIE E CALETTE
Un vero gioiellino da scoprire
è poi la piccola cala di San Pancrazio. Inaccessibi le da terra, è splendido arrivarci
in barca. Nei suoi pressi
anche il Porticciolo con la Grotta Verde e la Grotta del Mago, tanto per restare in tema
di leggende. Da visitare al tramonto è Forio, con le sue bianche casette e i vicoli
medioevali stretti e tortuosi,
e tante torri che servivano per difendersi dai pirati. Ha le caldissime acque termali della spiaggia di Citara e il poetico piazzale del Soccorso, a picco
sulle onde. Guardando il mare fino al golfo di Gaeta e tenendo d’occhio il sole che tocca l’orizzonte, si può avere la fortuna di scorgere per un attimo il rarissimo e fulmineo bagliore, che chiamano il raggio
verde. Ultima tappa non può essere che l’antico borgo di Sant’Angelo, che ha conservato
il fascino allegro e i colori dei villaggi di pescatori di un tempo.

Gwyneth Paltrow

Gwyneth Paltrow al Ristorante Alberto
L’ISOLA DEI FAMOSI
Che cos’hanno in comune Ibsen e Gwyneth Paltrow, Garibaldi e Luchino Visconti, Moravia e Fiorello? L’amore per Ischia. Alcuni l’hanno persino scelta per viverci. A te vadano
i miei ringraziamenti, Ischia, a cui un favorevole vento mi ha portato lietamente con i miei cari amici da sporche città dedite alla produzione scrisse il poeta inglese Wystan Hugh Auden. Prima di lui, a farsi catturare dall’isola era stato il drammaturgo
norvegese Enrik Ibsen. Che a Casamicciola scrisse parte del suo Peer Gynt, l’unico suo lavoro con una nota ottimistica. Un vero e proprio caffè letterario divenne il Bar Maria a Forio dove si riunivano Auden, Capote, Moravia, Morante, Pasolini in chiacchierate fino all’alba.
Visconti era invece un habitué di Lacco Ameno dove la sua villa La Colombaia è oggi un museo.

OLTRE IL GIARDINO
La Mortella (tel. 081990118 www.lamortella.org) è una delle sorprese più originali dell’isola. Un capolavoro paesaggistico e botanico, nella villa che fu del musicista inglese William Walton. Con specie floreali e arboree provenienti da tutto il mondo tropicale, tra cui la superba Victoria amazonica. A disegnarlo fu il paesaggista Russell Page: 16mila mq un tempo cava di pietre e oggi paradiso verde. La trama vegetale echeggia una partitura. L’ingresso, dedicato all’olivo, rappresenta un adagio, parte una doppia fuga tra un bosco di felci arboree e una progressione di rare fioriture ad anfiteatro tra le palme. In un crescendo tra piccoli ruscelli, fontane e uccelli si entra in una serra con la più fitta raccolta di orchidee, si sale verso la Cascata del coccodrillo e poi si va al Tempio del sole fino alla riposante Casa Thai, piena di fiori di loto.


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