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Del Ristorante Alberto si
comincia a parlare già dal 1946 , quando si chiamava Lido ,
questo appellativo allora giganteggiava tra i non pochi
Signori e Nobili Gourmet che frequentavano l’isola. IL locale era
della grande e artistica famiglia Colucci che in quel
periodo era in cerca di un valido collaboratore per la
gestione dell’azienda. Il giovane Alberto Di Scala
si presentò, e fece subito colpo con il suo sorriso e
soprattutto la professionale dedizione, guadagnandosi nel
1950 la gestione del Ristorante. Inizia così la
gustosa storia Gastronomica continuata dai figli Maria e
Ciccio sino ad oggi col nipote Giovanni Mattera. Ma il vero
pregio del Ristorante è stata Nonna Chiara
la regina della cucina, la
sola è vera fonte del Gusto, con la sua incredibile capacità
di dosare gli ingredienti rendeva straordinario un semplice
spaghetto al pomodoro. Grazie a lei abbiamo imparato il
senso della Misura in Cucina
C’è tutta la
memoria di Ischia anni sessanta, nella passeggiata che sul
viale Cristoforo Colombo porta la Ristorante Alberto. Bianco
e azzurro il legno, le onde che lambiscono le palafitte, il
sapore di sale e le rotonde sul mare, il biliardino e le
ragazze legate ad un granello di sabbia. Peccato che
mareggiate ed erosione si siano portate via la spiaggia. Ma
Alberto è Alberto dal 1950, anche oggi il nipote del
capostipite , Giovanni Mattera, accanto al biglietto da
visita del locale, foto Alinari dello stabilimento balneo
Lido, te ne porge un altro, il suo quello da photographer,
nero davanti, sul retro un’onda catturata dalla sua macchina
digitale.
Si può essere
chef e photographer? Mattera è la prova che dividersi tra
due passioni forti e istintive fa bene all’occhio e al gusto
( dei clienti ). Per lui ormai l’anno è diviso a metà: da
aprile a ottobre la ristorazione, poi inizia la stagione
degli sguardi. La prima mostra a Palermo è andata benissimo.
“Comunque il Mare “ un titolo che dimostra continuità tra
cucina e visione. Della sua isola iperfotografata Gianni
coglie gli aspetti più meditativi, quell’ora blu tra il
giorno e la notte dove le cose e le persone mutano sostanza.
Un paio di bianco & nero alle pareti del locale aspetta di
avere compagnia in una vera e propria personale, che
potrebbe accompagnare bene i piatti. Ma non si
doveva parlare di cibo? Eccoci infatti a tavola, nel piccolo
ristorante sempre affollato, serviti con garbo e cortesia.
Prima ai fornelli era solo la madre, poi Gianni ha
cominciato a cucinare “ per caso “, nel 91 e non ha smesso
più. Materie prime sceltissime, tutto pesce e mai di
allevamento. Tra le novità di rilievo, lo chef ha messo a
punto un delicatissimo plateau di pesce crudo marinato.
Stasera ci sono gamberi e dentice: all’arancia e limone, al
limone con mela, e all’aceto balsamico. Già pienamente
estivi i primi piatti: millerighe con crostacei saltati in
olive, capperi e pomodorini: linguine con cozze, “ cape’chiuove
“ e un sentore di formaggio di fossa. Mattera ama
contaminare il mare non solo con i formaggi, alla maniera
ischitana. C’è un eccellente piatto di taccozzette con
vellutata di cozze, zucchine e mozzarella che viene
insaporito da un velo di cioccolata. I papiri con pesce
bianco ricevono una spruzzata di mandorle. E le pappardelle
di pasta di Gragnano, con filetti di ricciola, radicchio e
pomodorini profumano d’estate grazie ai tocchetti
di anguria.
Solo su
ordinazione arriva il vero coniglio d fossa ischitano. Tutto
il resto è mare: frittura di paranza, frutti di mare,
gamberi scampi, pescato del giorno. E i dolci sono
fragranti, dalla caprese al tortino di cioccolata e pere.
Fonte
" Il Mattino " Santa Di Salvo
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